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Il paesaggio diventa uno dei temi centrali della pittura dei Macchiaioli. La natura, osservata dal vero e dipinta all’aria aperta, diventa per questi artisti il luogo privilegiato per cercare la verità del mondo. Campagne, coste, fiumi e mare sostituiscono lo studio accademico e danno vita a una pittura luminosa e immediata. Attraverso opere ambientate tra la Maremma, l’Arno e Castiglioncello, emerge un nuovo modo di guardare il paesaggio, moderno e profondamente legato alla terra. C’è un quadro iconico di Vincenzo Cabianca che si intitola “Sul mare” che ritrae un gruppo di donne, mentre si riposano su un muricciolo davanti al mare.
A seguire
«Dipingere non è uno svago, dipingere è una fatica». Da questa affermazione di Giovanni Fattori prende forma un episodio dedicata al lavoro, alla quotidianità e alla dignità degli umili. Attraverso le sue opere il pittore rifiuta idealizzazioni e restituisce la durezza della vita nei campi. Colori terrosi, contrasti netti e uno sguardo diretto diventano strumenti per raccontare la verità del mondo, in una delle espressioni più intense della pittura dei Macchiaioli.
Episodi precedenti
Per i Macchiaioli la natura smette di essere uno sfondo secondario e diventa protagonista assoluta. In questo episodio Franco Dassisti racconta come il paesaggio acquisti dignità artistica e venga osservato con uno sguardo nuovo, diretto e moderno. Al centro, il dipinto Una veduta in Piagentina di Silvestro Lega, un’opera apparentemente discreta che restituisce, attraverso luce e colore, la quiete di una campagna ormai scomparsa.
La battaglia di Magenta diventa il punto di partenza per raccontare uno dei momenti più drammatici del Risorgimento italiano. Nel famoso dipinto di Giovanni Fattori Il campo Italiano dopo la battaglia di Magenta , l’osservatore si trova immerso in una scena intensa e osserva da vicino il teatro dello scontro, caratterizzato dalla presenza di morti e feriti. Fattori sceglie di non celebrare gli eroi, ma di raccontare il dolore, la fatica e le conseguenze della guerra. Una pittura che cerca la verità e mostra come, anche nella vittoria, siano sempre presenti perdita e sofferenza.
La prima grande uscita pubblica del movimento dei Macchiaioli è in occasione dell’Esposizione Nazionale di Firenze del 1861, inaugurata nell’anno della nascita del Regno d’Italia. Tra i protagonisti, Telemaco Signorini e il suo luminoso Pascoli a Castiglioncello , simbolo di una pittura che celebra la natura e la modernità.
Franco Dassisti in questo episodio descrive la figura di Silvestro Lega attraverso uno dei ritratti più celebri di Giuseppe Garibaldi , dipinto nel 1861, anno della nascita dell’Italia unita. Pittore e combattente, Lega vive in prima persona l’esperienza della guerra e la traduce in una pittura più decisa e contrastata: la “macchia” diventa il linguaggio ideale per raccontare il Risorgimento, la lotta e l’identità di un Paese nuovo.
Giovanni Fattori, pittore livornese e indipendentista, è considerato l’esponente di spicco dei Macchiaioli. Con il suo stile innovativo a contrasti netti e macchie di colore, raffigurò le battaglie e la vita dei soldati, ottenendo il titolo di “pittore delle battaglie”. Si dedicò al Partito d’Azione e alle Guerre d’Indipendenza, raccontando i conflitti nelle sue opere
Nel primo episodio Franco Dassisti introduce il gruppo di pittori che, nella seconda metà dell’Ottocento, ha cambiato il modo di rappresentare la realtà. Al Caffè Michelangiolo di Firenze, gli artisti discutono e rifiutano le regole accademiche scegliendo “macchia”, luce e colore per raccontare un’Italia nuova, unita e moderna. Il podcast nasce in occasione della mostra “I Macchiaioli” a Palazzo Reale di Milano ed è parte di un progetto narrativo più ampio che include uno speciale audio racconto geolocalizzato, realizzato in collaborazione con Audiotales e ArtUp, pensato per accompagnare il visitatore nelle sale espositive.










