Podcast

Voci della Memoria

Nuovi episodi per conoscere il passato e non dimenticare. Di Daniele Bellasio, Maria Piera Ceci, Elisabetta Fiorito e Angelica Migliorisi,in collaborazione con l'Associazione Figli della Shoah

Episodio 1624 gennaio 2025

Liana Lwow Tedeschi e la bambola di pezza

di Daniele Bellasio

Questa è la storia di una famiglia numerosa diventata un piccolo nucleo composto da mamma, papà e Liana. Questo piccolo nucleo famigliare ha fatto un lungo viaggio, nove anni, su treni, camion e carri bestiame. Questo viaggio è iniziato da Lwow, ora Leopoli, ed è terminato a Bologna, passando per Praga, Tarnopol, ora Ternopil, la Siberia, il Mar Caspio, Teheran, Karachi, la Palestina, Messina, Monte Cassino. A Monte Cassino un medico ebreo nato a Vienna ha contribuito a liberare l’Italia combattendo assieme ai suoi commilitoni di un battaglione polacco sotto comando inglese. A Bologna una giovane ragazza ebrea ha ottenuto la sua prima cittadinanza attorno ai vent’anni, perché suo padre si era innamorato dell’Italia. Questa giovane ragazza, non più apolide dai suoi vent’anni, è Liana Lwow Tedeschi e racconta tutto con una lucidità da ventenne, appunto, ora che è nonna di cinque nipoti grandi. Il podcast è prodotto in collaborazione con l’Associazione Figli della Shoah. Un ringraziamento speciale e Gionata Tedeschi per la preziosa partecipazione.

Trust Project
Riproduzione riservata ©

A seguire

Episodi precedenti

Episodio 1026 gennaio 2022

Bruna Cases: scappammo per sopravvivere

24:24


Andra e Tatiana Bucci avevano quattro e sei anni quando sono state deportate nel campo di sterminio di Auschwitz insieme ad una parte della loro famiglia. I ricordi di quel periodo buio della loro vita sono a tratti nitidi. L'arresto una sera di fine marzo del 1944; il pianto della nonna che in ginocchio prega l'ufficiale delle SS di prendere solo lei e non le bambine; il viaggio estenuante verso Auschwitz a bordo di un vero e proprio carro bestiame e quel numero impresso sulla pelle che Andra, nonostante tutto, non vuole cancellare. “É un segno che in fondo ce l'abbiamo fatta che siamo riuscite ad uscirne -racconta nell'intervista realizzata da Federico Taddia- Abbiamo vinto noi, che siamo rimaste, che siamo tornate, che raccontiamo.” Le due bambine sono riuscite a sopravvivere a quell'orrore grazie a una guardiana della “baracca dei bambini” che aveva preso a cuore le loro vite, salvandole dagli esperimenti del dottor Mengele.
Non solo ricordi nella mente di Andra e Tatiana, ma anche tanti rimorsi che fanno ancora male, a distanza di anni. Uno fra tutti: l'aver rifiutato ogni contatto fisico con la madre che non riconoscevano più perché profondamente cambiata nell'aspetto dalle privazioni disumane del campo di sterminio.
Oggi Andra e Tatiana sono felicemente nonne, hanno ricostruito tassello dopo tassello la loro vita ma non dimenticano quello che hanno subito e continuano ad essere testimoni di quella tragedia per fare in modo che quello che è stato non riaccada mai più.

Tutti gli episodi

Vai all’archivio