Podcast

Macro

a cura di Francesca Barbieri, Massimo De Laurentiis, Enrico Marro, Silvia Martelli e Angelica Migliorisi con il coordinamento editoriale di Daniele Bellasio

Episodio 59417 ottobre 2025

Iran, ultimo atto?

di Angelica Migliorisi

Dopo quarant’anni di equilibrio costruito attorno a un solo uomo, l’Iran vacilla. La salute del leader supremo Ali Khamenei, 86 anni, riflette la stanchezza di un potere che invecchia e si irrigidisce. Tutto mentre il Paese affronta le conseguenze di una guerra lampo a giugno, dodici giorni che hanno rivelato la vulnerabilità militare e politica di Teheran. La tregua del 10 ottobre, mediata dagli Stati Uniti, non è solo un cessate il fuoco tra Israele e Hamas, ma anche un banco di prova per l’Iran. La “pace di Trump” impone una scelta: aprirsi a una stabilità negoziata o rientrare nell’isolamento. Intanto lo snapback delle sanzioni Onu ha riattivato divieti su armi e finanza, aggravando inflazione e tensioni social nel Paese. Le proteste tornano, le periferie si accendono, la promessa di resistenza non basta più. Ne discutono a Macro Pejman Abdolmohammadi, Visiting Professor University of Berkeley, e Nicola Pedde, Direttore Institute for Global Studies.

Trust Project
Riproduzione riservata ©

A seguire

Episodi precedenti

Episodio 5843 ottobre 2025

Gaza made in Trump: il tempo stringe

28:28

Il piano annunciato da Donald Trump per Gaza è la mossa più ambiziosa - e controversa - della fase attuale del conflitto in Medio Oriente. Presentato accanto al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, propone un cessate il fuoco a determinate condizioni: tra le altre, Hamas dovrebbe liberare tutti gli ostaggi, deporre le armi e rinunciare al controllo della Striscia, che verrebbe affidata a un governo tecnico palestinese sotto la supervisione di un “board of peace” presieduto dallo stesso Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha anche stabilito una scadenza di “tre o quattro giorni” per la risposta di Hamas. “Sarà una fine molto triste” se il gruppo rifiutasse l’accordo, ha detto. L’iniziativa, accolta con favore da molti leader europei e mediorientali, arriva mentre la guerra è entrata nel terzo anno e l’offensiva israeliana ha diviso Gaza in due, spingendo centinaia di migliaia di persone alla fuga. A Gaza City molti civili non hanno più vie di uscita, mentre le autorità israeliane minacciano di considerare “terroristi o sostenitori del terrorismo” coloro che restano. Le condizioni umanitarie sono disastrose: ospedali al collasso, mancanza d’acqua, epidemie in crescita. Sul fronte politico, Hamas sta valutando la proposta ma denuncia un piano “sbilanciato” e “costruito sugli interessi israeliani”. Dal canto suo, Washington promette sostegno totale a Israele se il movimento islamista dovesse rifiutare, mentre parte della comunità internazionale teme che il progetto possa diventare il preludio di una nuova escalation. Il piano di Trump appare dunque come un crocevia: per alcuni l’unica via possibile verso la pace, per altri l’ennesima imposizione destinata a fallire sul campo. Ne discutono a Macro Anna Momigliano, giornalista e autrice del libro “Fondato sulla sabbia. Un viaggio nel futuro di Israele” (2025, Garzanti), e Lorenzo Kamel, Professore ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali all’Università di Torino e adjunct professor di Storia del Mediterraneo alla Luiss di Roma

Tutti gli episodi

Vai all’archivio