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di Biagio Simonetta

Episodio 359 luglio 2026

Il libraio di Hong Kong che non tornò indietro

di Biagio Simonetta

Il 24 ottobre 2015 Lam Wing-kee, libraio di Hong Kong, attraversa la frontiera con la Cina e scompare. Come lui, in poche settimane, spariscono altri quattro uomini legati a Causeway Bay Books, la libreria che vende i titoli proibiti sui segreti dei leader di Pechino. Lam passa otto mesi in una stanza di Ningbo, sorvegliato giorno e notte, costretto a recitare una confessione in televisione. Poi gli offrono la libertà in cambio di un hard disk con i nomi dei suoi clienti. Questa è la storia di quello che scelse di fare, e del prezzo che pagò. Lam Wing-kee è morto il 2 luglio a Taipei, dove aveva riaperto la sua libreria in esilio. Aveva settant’anni. Vendeva carta e inchiostro, la merce più pericolosa del mondo.

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Episodio 342 luglio 2026

Venezuela, la dittatura del terremoto

07:55



205mila. È il numero di bambini che, secondo una ricerca della Brookings Institution, sono stati coinvolti negli arresti effettuati dall’ICE durante la nuova offensiva migratoria dell’amministrazione Trump. Molti di loro sono cittadini americani. Parlano inglese, vanno nelle scuole statunitensi, vivono in famiglie dove il confine fra legalità e irregolarità passa dentro le mura di casa. La puntata parte da Riverside, California. Da un bambino che esce da scuola e scopre che suo padre è stato fermato all’uscita di un cantiere. Da lì il racconto si allarga alle comunità latine americane, dove migliaia di famiglie vivono con la paura costante di una telefonata, di un controllo, di una porta che resta chiusa. Attraverso i dati della Brookings Institution, i reportage del Guardian e le storie raccolte da Reuters nei centri di detenzione del Texas, NET entra dentro una delle questioni più delicate dell’America contemporanea: cosa succede quando la più grande campagna di arresti migratori degli ultimi anni colpisce famiglie con figli americani? Fra raid nei luoghi di lavoro, detenzioni prolungate, software di sorveglianza, proteste e tensioni politiche, emerge un Paese dove il tema dell’immigrazione smette di riguardare soltanto il confine e diventa una questione sociale, educativa e identitaria. Perché dietro ogni numero ci sono stanze vuote, telefoni che squillano senza risposta e bambini costretti a imparare troppo presto cosa significa sparire nel sistema americano.

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