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di Biagio Simonetta

Episodio 3111 giugno 2026

Mondiali, le dogane di Trump respingono il miglior arbitro africano

di Biagio Simonetta

Omar Abdulkadir Artan è il miglior arbitro africano del momento. Nato e cresciuto a Mogadiscio, in Somalia, ha costruito la propria carriera in un contesto segnato da guerra, instabilità e poche opportunità, fino a diventare il primo arbitro somalo a dirigere una partita di Coppa d’Africa e a essere premiato dalla Confederazione africana come miglior arbitro del continente. La sua carriera sembrava destinata a culminare con il Mondiale 2026, dove era stato selezionato dalla FIFA tra gli ufficiali di gara. Ma il sogno si è infranto all’aeroporto di Miami: nonostante fosse in possesso di un visto valido, le autorità statunitensi lo hanno fermato durante i controlli di sicurezza e dichiarato non ammissibile all’ingresso negli Stati Uniti. In questo episodio di NET raccontiamo la storia di Omar Artan, un uomo che aveva conquistato il Mondiale sul campo e che ne è stato escluso prima ancora di poter indossare la divisa. Una vicenda che si intreccia con l’inasprimento delle politiche migratorie dell’amministrazione Trump e che solleva una domanda più ampia: quanto contano davvero il merito e il talento quando il passaporto continua a determinare il destino delle persone? La storia di un arbitro che avrebbe dovuto garantire il rispetto delle regole del gioco e che è stato fermato da regole invisibili, decise lontano dal campo. Una storia di sport, frontiere e opportunità negate.

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205mila. È il numero di bambini che, secondo una ricerca della Brookings Institution, sono stati coinvolti negli arresti effettuati dall’ICE durante la nuova offensiva migratoria dell’amministrazione Trump. Molti di loro sono cittadini americani. Parlano inglese, vanno nelle scuole statunitensi, vivono in famiglie dove il confine fra legalità e irregolarità passa dentro le mura di casa. La puntata parte da Riverside, California. Da un bambino che esce da scuola e scopre che suo padre è stato fermato all’uscita di un cantiere. Da lì il racconto si allarga alle comunità latine americane, dove migliaia di famiglie vivono con la paura costante di una telefonata, di un controllo, di una porta che resta chiusa. Attraverso i dati della Brookings Institution, i reportage del Guardian e le storie raccolte da Reuters nei centri di detenzione del Texas, NET entra dentro una delle questioni più delicate dell’America contemporanea: cosa succede quando la più grande campagna di arresti migratori degli ultimi anni colpisce famiglie con figli americani? Fra raid nei luoghi di lavoro, detenzioni prolungate, software di sorveglianza, proteste e tensioni politiche, emerge un Paese dove il tema dell’immigrazione smette di riguardare soltanto il confine e diventa una questione sociale, educativa e identitaria. Perché dietro ogni numero ci sono stanze vuote, telefoni che squillano senza risposta e bambini costretti a imparare troppo presto cosa significa sparire nel sistema americano.

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